SALUTE. CELOTTI-MENTIL (PD): BASTA ESTERNALIZZARE I SERVIZI DI ASUFC
(ACON) Trieste, 20 mag - "In Friuli Venezia Giulia il rapporto
con la sanità privata è stato mantenuto in equilibrio per
decenni, ma ora l'asse si sta spostando e di molto. Non si può
continuare a togliere pezzi fondamentali come i servizi 'core'
degli ospedali, alla gestione pubblica diretta, per affidarli a
soggetti terzi, che però operano all'interno delle strutture
pubbliche, magari appena riqualificate negli spazi e nelle
strumentazioni".
Lo affermano in una nota i consiglieri regionali Manuela Celotti
e Massimo Mentil (Pd) annunciando il deposito di
un'interrogazione, condivisa "con i segretari cittadino e
provinciale del Pd di Udine, Rudi Buset e Luca Braidotti, dopo
che è stata annunciata una gara triennale per l'affidamento
esterno di servizi sanitari che suppliscano alla carenza di
medici e di personale nei reparti di emergenza nell'Azienda
sanitaria universitaria Friuli Centrale (Asufc), per un ammontare
complessivo massimo da oltre 48 milioni di euro".
"Non siamo contrari a prescindere a una collaborazione -
rimarcano Celotti e Mentil - e lo abbiamo ribadito più volte,
aprendo ad esempio a ragionamenti sul rapporto con il terzo
settore in ambito sociosanitario attraverso gli strumenti della
coprogrammazione e della coprogettazione, ma solo se esistono
garanzie di non indebolire il sistema pubblico".
Secondo i due consiglieri "esternalizzare non è più una risposta
straordinaria a un problema contingente ma una vera e propria
scelta politica che segue a quelle fatte negli ultimi anni, che
hanno allargato ruolo e presenza del privato non solo
nell'erogare prestazioni sanitarie in convenzione, attraverso
strutture esterne, ma anche all'interno degli ospedali pubblici".
Celotti e Mentil, insieme ai due segretari dem, sottolineano
inoltre che "è una questione veramente grave il fatto che non si
preveda alcun piano di rientro, né alcuna azione di salvaguardia,
o alcun progetto organico per consolidare il sistema pubblico
entro la scadenza degli affidamenti, anzi, si prevedono
esternalizzazioni di anni, ulteriormente prorogabili". E
lamentano "la mancanza totale di un ragionamento organico oltre a
un confronto politico su cosa sia appaltabile e cosa non può
esserlo, su cosa ha senso che venga gestito in collaborazione con
il privato e cosa no, per quanto tempo e con quali modalità. Le
scelte di oggi cambieranno completamente la struttura del nostro
sistema sanitario pubblico e non è possibile che vengano assunte
dalle aziende sanitarie senza alcun confronto".
Per questo Celotti e Mentil annunciano l'interrogazione volta a
fare chiarezza su "quanto e come si vuole esternalizzare ancora
la sanità friulana. A fronte delle notizie sul bando per
esternalizzazione di parte dei pronto soccorso di Udine, San
Daniele, Palmanova e Latisana, chiederemo di sapere quali misure
alternative sono state valutate e se sono stati fatti dei
concorsi per procedere con nuove assunzioni, prima di procedere
con questo avviso. Vogliamo sapere se e come si intenda rientrare
da questa situazione". Nel documento chiedono quale sia la
percentuale di risorse regionali destinate al privato sanitario,
"perché alle convenzioni bisogna sommare anche queste poste. Da
una scelta organizzativa così, non si torna più indietro".
ACON/COM/rcm